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31 Ottobre 2018

Pubblicità sanitaria. OMCeO Milano: il nostro lavoro concretizzato nella proposta di legge dell’On. Boldi


L’Ordine dei Medici di Milano da anni va sostenendo che l'attuale deriva commerciale pubblicitaria nella sanità sarebbe il frutto di una estensiva e non appropriata interpretazione delle normative vigenti, mantenendo, tra l’altro, nel suo Codice Deontologico, insieme a pochi altri Ordini in Italia, il divieto di effettuare pubblicità commerciale in ambito sanitario.

“Proprio sulla base di questo convincimento- ricorda Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine del Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) di Milano -, tre anni fa, commissionammo allo studio legale del prof. Scoca e Associati di Roma un parere Pro Veritate sulla Pubblicità Sanitaria. L’approfondita analisi del nostro impianto normativo è arrivata alla conclusione che in Italia non è mai stata liberalizzata la pubblicità commerciale in campo sanitario, ma, dopo la legge Bersani, solo quella informativa”. 

Anche a seguito di un articolato confrontola Federazione Nazionale degli Ordini del Medici (FNOMCeO) ha istituito una Commissione sulla pubblicità sanitaria presieduta dal Presidente OMCeO di Milano, Roberto Carlo Rossi

Ebbene, proprio in questi giorni OMCeO Milano vede il proprio lavoro, condotto anche in collaborazione con la Commissione Albo Odontoiatri nazionale e con ANDI e AIO, concretizzarsi in una Proposta di legge, depositata alla Camera dall’Onorevole Rossana Boldi, Vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, così riassumibile:  

1) Le informazioni in ambito Sanitario devono escludere qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestionale nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente;

2) Verifica preventiva del messaggio pubblicitario da parte degli Ordini territoriali di competenza e della Federazione in caso di messaggi diffusi su scala nazionale, lasciando valido il principio del silenzio assenso (per evitare che gli Ordini, soprattutto i grandi, vengano paralizzati da pratiche per il rilascio autorizzativo), rimanendo comunque salvo la possibilità di controllo successivo con connessa facoltà di emissione di motivato provvedimento ordinistico locale o centrale che ne impedisca la diffusione;

3) In caso di violazione delle disposizioni sull’informativa Sanitaria, gli Ordini territoriali, anche su segnalazioni delle Federazioni, procedono in via disciplinare nei confronti dei professionisti o delle società iscritti e segnalano all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM e non più AGCM), per l'eventuale adozione dei provvedimenti sanzionatori di competenza.

4) Vincolo di iscrizione dei direttori sanitari presso l’Ordine territoriale in cui si trova la struttura da loro diretta, per permettere agli Ordini di competenza di effettuare un efficace controllo deontologico sulle informative sanitarie.  

“E’ una Proposta di legge fortemente ancorata all'art. 32 della Costituzione- aggiungono Roberto Carlo Rossi, Presidente OMCeO MI, e Andrea Senna, Presidente CAO OMCeO MI -, che tutela il cittadino/paziente nella sua libera e ragionata scelta di ciò è meglio per la sua salute senza che il suo discernimento sia condizionato da messaggi fuorvianti. Ma che trova anche conforto nella sentenza della Corte di Giustizia Europea del 4 maggio 2017 che, di fatto, usando quasi le stesse parole del Parere Pro Veritate, raccomandava gli Ordini di controllare l'informazione sanitaria a tutela della salute e della libera determinazione del paziente”.            

“Ci auguriamo – concludono il Presidente OMCeO MI e il Presidente CAO OMCeO MI - che questa proposta di legge possa concretizzarsi in tempi ragionevoli nell’interesse di tutti i cittadini italiani”

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