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30 Giugno 2011

Terapie parodontali, infarto e ictus : il rischio può anche aumentare

di Cosma Capobianco


Le terapie parodontali sono collegate a un aumento transitorio del rischio a breve termine di infarto e ictus, ma i loro benefici sulla salute vascolare a lungo termine sono probabilmente maggiori di questo effetto indesiderato. Queste in sintesi le conclusioni di un ampio studio epidemiologico su più di mille soggetti pubblicato dalla rivista Annals of internal medicine
Negli ultimi anni sono sempre più numerose e solide le evidenze che collegano l’infiammazione parodontale con il rischio di malattie sistemiche e, in particolare con quelle cardiovascolari; lo stesso si può dire anche per le evidenze sui benefici prodotti dal trattamento sulla salute dell’apparato circolatorio. La ricerca, senza stravolgere le recenti acquisizioni, mette in guardia il clinico: nelle prime 4 settimane dopo un trattamento invasivo (anche estrazioni e ogni manovra in grado di provocare batteriemia) il rischio di infarto e ictus aumenta, per poi scomparire nelle settimane successive. Si dovrà verificare c’è una conferma da altre ricerche e se sarà possibile prevenire con farmaci antiaggreganti.

Bibliografia: Minassian C et al. Invasive dental treatment and risk for vascular events: A self-controlled case series. 2010 Oct 19; 153:499.

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