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31 Gennaio 2017

Lettere al giornale. Sul turismo odontoiatrico il presidente CAO Serena cerca di fare chiarezza


Periodicamente, direi quasi ciclicamente l'argomento ritorna agli onori della carta stampata e si sprecano le opinioni personali di favorevoli o contrari.
E' di questi giorni la dura presa di posizione del Presidente nazionale delle Commissioni Albo Odontoiatri ,dott. Giuseppe Renzo, in merito alle affermazioni di una società Moldava che nel pubblicizzare le cure odontoiatriche afferma : "bugie odontoiatriche dei dentisti italiani sulle cure dentali all'estero".

Lo stesso Renzo conferma che sporgerà querela per diffamazione nei confronti della categoria se l'articolo non sarà rapidamente cancellato dal sito della società.

Compito dell'Ordine dei Medici - Chirurghi e degli Odontoiatri è tutelare la salute dei pazienti , anche attraverso una corretta informazione.

E' importante fare una premessa, la cura delle malattie della bocca e dei denti è di pertinenza esclusiva del medico - Odontoiatra e poggia su tre pilastri che sono: la prevenzione, la diagnosi/terapia ed il mantenimento a medio, lungo termine.

L'assenza anche di uno solo di questi pilastri compromette seriamente qualsiasi terapia odontoiatrica.

Molto spesso i pz. che si espongono al turismo odontoiatrico risultano essere stati poco informati circa il tipo di intervento e le possibili complicanze, la documentazione post intervento risulta scarna o assente e al di là dell'appropriatezza dell'intervento svolto all'estero, la prestazione sanitaria resa nel paese terzo non garantisce al paziente la fruizione di servizi altrettanto fondamentali quali la prevenzione, l'assistenza post intervento di breve e lungo periodo e il controllo periodico dello stato di salute del cavo orale anche a prevenzione di patologie correlate (es. neoplasie del cavo orale).

Il danno generato da prestazioni odontoiatriche inadeguate che si manifesti nel medio lungo periodo ricade poi esclusivamente sul sistema sanitario nazionale, ( i pazienti con infezioni post trattamento si rivolgono poi ai reparti di odontoiatria e maxillo-facciale degli ospedali) non potendo generare obbligazioni assistenziali a carico del paese terzo ove è avvenuto l'intervento odontoiatrico.

Altro importante aspetto da considerare, riguarda l'assenza di tutela dal punto di vista medico-legale , un rischio di cui poco si conosce, tutte le varie promozioni, pubblicizzano la garanzia sulle prestazioni, e la restituzione di quanto versato, peccato che a ben guardare ciò rappresenti in pratica solo una chimera. In tema di risarcimento del danno da colpa medica, ogni Stato applica una legge diversa e parametri diversi, prevale nella quasi totalità dei casi la legge dello stato dove si sono eseguite le cure.

Per adire alle vie legali , il paziente dovrà incaricare un legale all'estero o direttamente o tramite un legale italiano, nel primo caso incontrerà problemi linguistici, dovrà poi valutare quali categorie di danno la legge dello stato estero risarcisce, in alcuni Stati esteri l'assicurazione professionale non è obbligatoria e in ogni caso anche nell' ottimistica ipotesi di pronuncia favorevole andranno considerate altre difficoltà per la fase esecutiva, ovvero il materiale recupero della somma, a conti fatti le spese saranno di gran lunga superiori a quanto alla fine versato per le cure rendendo di fatto il percorso sopra descritto non praticabile.

Non ultimo, esiste un rischio di tipo sanitario, in quanto ancora oggi in alcune aree dell'Europa Orientale si registra un alto numero di casi relativamente ad alcune infezioni quali tubercolosi , infezioni da HIV/AIDS, epatiti C e B e in particolare infezioni antibiotico resistenti, con il rischio di poterle diffondere anche nel paese d'origine.

Per quanto riguarda la qualità delle prestazioni erogate nell'Europa Orientale segnalo due lavori scientifici eseguiti presso due Università in Svizzera e Germania e facilmente reperibili da chi volesse approfondire la conoscenza ( Baulig C, Weibler-Villalobos U,Korner I et all., Clinical and economical otcome evaluation of dental care service recived by German Patiens in countries outside the EU. Ausland Dtsch Zahnartzl 2004;59:230-235 e a seguire Andreas Joss, Morten M. Christensen,Simone Jakob et all. Qualitat von zahnarztlich-prothetischen versorgungen im vergleich. Acta Med Dent Helv 4:77-85 (1999) ) mostrano senza alcun dubbio che la qualità delle terapie odontoiatriche eseguite è inferiore agli standard medi riconosciuti , lo studio di Joss evidenzia come il 39% dei trattamenti sia considerato di qualità molto bassa al punto che viene fatta corrispondere a mutilazione della dentizione e che la percezione di qualità che ha il paziente non ha una corrispondenza nel trattamento odontoiatrico ricevuto.

L'unico parametro di riferimento utilizzato da questi pazienti è dunque solo il prezzo , in virtù del quale si fanno passare in secondo piano tutele che in Italia hanno richiesto anni per poter essere attuate, mi riferisco per esempio al consenso informato, alle certificazioni per i manufatti protesici prodotte dai laboratori odontotecnici che ne garantiscono qualità e provenienza. Oppure si da per scontato che tali tutele esistano anche in altri Paesi, dimenticando che questo specifico tipo di turismo utilizza la pubblicità in maniera massiccia per svilupparsi e la possibilità che spesso ci si possa trovare di fronte a pubblicità ingannevoli o messaggi illusori è molto più che probabile, considerando anche l'alta competitività del settore.

Se nonostante le affermazioni fino ad ora espresse si volesse comunque, considerare contro ogni logica, la salute orale , come un semplice scambio di merci o di prodotti vale la pena ricordare quali sono i meccanismi che regolano il libero mercato descritti verso la fine del 1800 da John Ruskin:

"...Non c'è quasi niente al mondo che non si possa produrre un po' peggio e vendere ad un costo inferiore, e quanti prendono in considerazione solo il prezzo diventano la giusta preda di tali manovre. E' imprudente pagare troppo, ma è ancora peggio non pagare abbastanza. Se pagate troppo perdete denaro, e ciò è tutto. Però se non pagate abbastanza, qualche volta si perde tutto, perchè l'oggetto comprato non serve. Se accettate l'offerta più bassa ,dovete aggiungere un po' di denaro per il rischio che correte, e se siete pronti ad agire così, avete anche abbastanza denaro per pagare qualcosa di meglio".

Alessandro Serena presidente CAO Pordenone

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