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10 Gennaio 2018

Mancata indicazione del direttore sanitario sulla pubblicità, per ora la clinica non chiude. Per il Consiglio di Stato: non è a rischio la salute pubblica, decideremo nel merito


Il Centro DentalPro di Sarzana potrà continuare a curare i pazienti e non dovrà chiudere in attesa che il Consiglio di Stato si esprima sul ricorso in merito alla sanzione imposta dal Comune per aver diffuso una pubblicità senza aver indicato il nome del direttore sanitario, come previsto dalla Legge 175/92.

Il provvedimento del Comune di Sarzana, con il quale sospendeva l'autorizzazione sanitaria della struttura per sei mesi, era stato impugnato dai legali del Gruppo DentalPro al Tar Liguria, che ha confermato l'ordinanza del Comune.

Legali che allora si appellavano al Consiglio di Stato chiedendo, anche, una sospensiva in attesa del pronunciamento definitivo sul ricorso in modo da non dover, nel frattempo, chiudere la struttura per sei mesi. Consiglio di Stato che ha accolto la richiesta motivando che la natura del provvedimento non si riferisce a "ragioni direttamente incidenti sulla tutela della salute dei pazienti".

"Le motivazioni che hanno spinto il Comune di Sarzana -spiega ad Odontoiatria33 l'avvocato Silvia Stefanelli (nella foto), uno dei legali che hanno rappresentato il Gruppo DentalPro- non erano inerenti a inadempienze che potevano mettere a rischio la salute dei pazienti e quindi non aveva nessun senso che la struttura dovesse chiudere prima che il Consiglio di Stato si pronunciasse sul ricorso depositato, creando enormi disagi ai pazienti in cura e danni economici alla proprietà". "Peraltro -continua il legale- siamo pienamente convinti che il Consiglio di Stato ci darà ragione confermando che la norma contestata è stata invece abolita dal Decreto Bersani".

"L'accoglimento della sospensiva era, stante le motivazioni prodotte, un atto atteso e, a mia opinione, doveroso", commenta il presidente CAO di La Spezia e segretario nazionale CAO Sandro Sanvenero (nella foto).

"Infatti la DP 47 ha sollevato la questione del pregiudizio alla salute dei pazienti in cura che "in questi giorni stanno assumendo terapie antibiotiche ed effettuando terapie chirurgiche", anche se, a ben vedere, la presa in carico di nuovi pazienti le era stato proibito già dal luglio, quando, proprio per quelle motivazioni, era stato concesso il differimento dell'efficacia dell'Ordinanza di sospensione dell'autorizzazione; ciononostante le salute dei cittadini viene prima di qualsiasi questione di "puro diritto".

"Tuttavia -continua- il fatto che, a brevissima distanza di tempo (il 18 aprile 2018) sia stata fissata l'udienza di merito ,e che, nell'ordinanza, non si faccia riferimento al "fumus bonis iure", fa ben sperare che le nostre tesi siano nel giusto: l'indicazione del nominativo del sanitario responsabile di ciò che accade all'interno della struttura (cioè del Direttore Sanitario) rientra appieno nel principio di trasparenza del messaggio pubblicitario; principio, quello della trasparenza, ampiamente tutelato".

Soddisfatti per la decisione il Gruppo DentalPro, che attraverso un comunicato evidenza come "i Giudici d'appello hanno accolto le ragioni dell'istanza presentata da DentalPro e hanno ritenuto che gli eventuali e presunti errori nel materiale pubblicitario non incidono in alcun modo sulla tutela della salute dei pazienti. La chiusura cautelare del Centro, viceversa, avrebbe invece certamente provocato gravi disagi e potenziali rischi alla salute dei pazienti, ingenti danni patrimoniali al centro e la possibile perdita di numerosi posti di lavoro. Per questa ragione, il Consiglio di Stato ha disposto di mantenere aperto il Centro e valutare nel merito la questione. E' evidente come i giudici abbiano compreso che non è possibile chiudere un centro medico, se non per un evidente rischio per la salute pubblica, cosa non presente in questo caso".

Nor.Mac.

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