06 Marzo 2017

Ambigenere

Editoriale

Giovanni Lodi

Poche settimane fa un'autorevole rivista di medicina ha pubblicato una ricerca dai risultati sorprendenti. L'obiettivo era di verificare se ci fossero differenze tra la salute dei pazienti curati da un uomo e quelli curati da una donna. Le conclusioni, basate su oltre un milione e mezzo di anziani ricoverati per condizioni acute, sono state che i pazienti trattati dalle donne avevano meno probabilità di morire e di andare incontro a una ricaduta e a un nuovo ricovero. Conclusioni molto solide, considerata la grande quantità di dati e il rigore della ricerca. Non ho trovato studi analoghi che abbiano confrontato la sopravvivenza di denti trattati da uomini e donne. Chissà se anche nel nostro campo le dottoresse sono più brave dei dottori. Tenuto conto delle difficoltà a organizzare questo tipo di studio, è possibile che non lo sapremo mai.

Però su donne, uomini e odontoiatria in Italia, qualche cosa la sappiamo.

Tra gli iscritti all'Albo degli Odontoiatri si sta verificando un progressivo riequilibrio tra i sessi, dal momento che nel 1990 le donne erano poco più del 15% mentre oggi superano il 30%. Nel 2016 circa il 40% dei nuovi iscritti sono state donne, ed è ragionevole aspettarsi che la percentuale cresca nei prossimi anni, dato che le immatricolazioni al corso di laurea sono prossime a una parità di genere.

Le donne sono però studentesse decisamente più brave. Secondo i dati di Almalaurea, le laureate in Odontoiatria hanno media degli esami e voto di laurea migliori rispetto ai colleghi maschi. Non solo: si laureano in corso più spesso e più frequentemente trascorrono periodi di studio all'estero.

Rimanendo in università, la banca dati del Ministero mi informa che solo 93 su 415 docenti di Odontoiatria sono donne (il 22%) e la percentuale scende tra i professori ordinari (18%). Forse la carriera accademica è poco attraente per le brave laureate di cui sopra. O forse i motivi sono altri.

Non ho dati precisi sulle società scientifiche odontoiatriche, ma a una rapida indagine le donne sono una minoranza piuttosto esigua tra i soci attivi delle più importanti. E anche tra gli editorial board delle principali riviste, la situazione non è diversa.

Eppure dentista e odontoiatra sono entrambe parole ambigeneri ovvero che "possono essere usate sia al maschile sia al femminile senza che si modifichi la forma del suffisso flessivo". Ci avevate mai fatto caso?

Buona lettura.

Prof. Giovanni Lodi, Direttore Scientifico Dental Cadmos

doi:


 
 
 
 
 
 

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