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02 Dicembre 2018

Fatturazione elettronica, passa l’esenzione parziale. Ora servono chiarimenti

Norberto Maccagno

Alla politica era stato chiesto almeno di semplificare e la politica ha deciso di semplificare esonerando chi invia i dati delle fatture emesse ai pazienti al Sistema tessera Sanitaria dall'emettere fatturazione elettronica per tutto il 2019. Certo non si tratta di quell’esenzione (totale) sperata, ma è comunque una norma che va incontro al buon senso, evitando un doppio invio.
L’alternativa poteva essere l’abolizione dell’obbligo d'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, ma è stato scelto l’esonero dalla fatturazione elettronica visto che i dati trasmessi saranno di fatto già in possesso dell’Agenzia delle Entrate attraverso il StS.  

Ma quanto contenuto nella Legge finanziaria agevola veramente gli studi odontoiatrici che, comunque, dovranno attivarsi per ottemperare alle norme previste per la fatturazione elettronica per quelle ricevute dai fornitori e per quelle emesse nei confronti dei pazienti che rifiutano l’invio dei dati al StS, per le fatture di consulenza etc.? 

Stando ai vostri colleghi che in questi giorni ci hanno inviato mail, telefonato per chiedere informazioni o solo per commentare, sembrerebbero prevalere i favorevoli, seguiti dagli indifferenti. Sicuramente un piccolo studio che oggi emette fattura ancora in modalità “carta”, avrà dei vantaggi: sono certamente più le fatture emesse di quelle ricevute e proprio per la mole ridotta dei documenti ricevuti può demandare al proprio commercialista la gestione, magari “aiutandosi” con l’App messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per entrare “nell’ottica” del sistema, in vista dell’obbligo che arriverà per tutti il primo gennaio 2020. 

Gli indifferenti sono certamente gli studi più strutturati che hanno un programma gestionale dedicato che emette fattura, predisposto per l’invio al StS oppure al Sistema di Interscambio delle Entrate se dovrà emetterla in formato elettronico e, sempre tramite il programma, riceverà ed archivierà quelle ricevute dai fornitori. 

Ci sono, però, tutta una serie di questioni che non sono ancora state chiarite a cominciare dalla “pace fiscale”, la riduzione del periodo di accertamento, l’esonero della comunicazione delle fatture ai fini dello spesometro ed altra sburocratizzazione che interessa, però, più chi emette fattura con iva. Medici, dentisti, farmacisti che non inviano le fatture al SDI perché le inviano ad STS potranno rientrare nel “sistema premiante” oppure ne saranno esclusi? Nel caso fossero esclusi, se emettono almeno una fattura elettronica ci rientrano? 

Poi ci sono tutti i dubbi pratici e specifici per il settore, la questione privacy dei pazienti, la fatturazione quando “l’oggetto” è la prestazione sanitaria ma il destinatario è il terzo pagante; ma si potrebbe continuare ancora e l’elenco sarebbe sicuramente incompleto. L’Agenzia delle Entrate pubblica sul suo sito le Faq inerenti al tema Fatturazione Elettronica, area in continuo aggiornamento, per chiarire situazioni precise. Potrebbe essere utile porre quesiti mirati per ottenere chiarimenti. 

Per le questioni che, invece, necessitano modifiche “operative” probabilmente l’istituto del “provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate”, potrebbe servire allo scopo. Un lavoro di confronto che certamente potrebbe risultare ancora più efficace se sul tema verrà posta una richiesta comune di tutte l’area sanitaria mediata magari da FNOMCeO, dal FOFI e gli altri Ordini interessati, insieme a tutti i sindacati dell’area medica, odontoiatrica, delle farmacie e di tutti gli operatori sanitari interessati. Il primo gennaio si avvicina, e i dubbi degli operatori sembrano tanti.   

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