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21 Febbraio 2018

Influenza di un accesso camerale ristretto sulla sagomatura canalare

di Mario Alovisi


La cavità di accesso è di primaria importanza per il successo del trattamento endodontico. La completa rimozione del tetto della camera pulpare è fondamentale per evitare contaminazioni batteriche causate dai residui pulpari, per il reperimento degli imbocchi canalari e può facilitare la strumentazione evitando interferenze coronali. Recentemente la letteratura ha proposto cavità di accesso endodontiche cosiddette "contratte", ispirate dai concetti della mini-invasività per preservare la stabilità meccanica del dente a seguito del trattamento endodontico. Questo tipo di cavità di accesso preserva una grande quantità di dentina , ma può influire sui parametri geometrici di sagomatura.

L'obiettivo dello studio pubblicato su Journal of Endodontics dal dott. Mario Alovisi (nella foto) ed altri ricercatori della Dental School di Torino è quello di valutare mediante l'utilizzo della microtomografia computerizzata (micro-CT) l'influenza delle cavità contratte sull'anatomia del canale originario dopo la sagomatura con strumenti meccanici in nickel-titanio.

Per realizzarlo sono stati selezionati 30 molari inferiori con apice formato e radice mesiale indipendente e assegnati in maniera randomizzata al Gruppo 1 (TEC traditional Endodontic Cavity) e al Gruppo 2 (CEC Contracted Endodontic Cavity). Entrambi i gruppi sono stati sottoposti ad una preliminare scansione con micro-CT (450 immagini attraverso una rotazione di 225°) e successivamente assegnati al medesimo operatore esperto per la preparazione della cavità di accesso.

Nel Gruppo 1 (CEC) la preparazione è stata eseguita a partire dalla fossa centrale ed estesa lo stretto necessario per accedere agli orifizi canalari, preservando una considevole quantità di dentina pericervicale e parte del tetto della camera pulpare. Nel Gruppo 2 la cavità di accesso è stata effettuata seguendo le linee guida tradizionali, estesa fino a vedere contemporaneamente tutti gli orifizi canalari ed eliminando le interferenze coronali. In seguito tutti i canali mesio-vestibolari sono stati sagomati utilizzando ,dopo il preliminare canal scouting e glide path con k-file #10 , strumenti meccanici Proglider (Dentsply Maillefer, Ballaigues, Switzerland) e Wave One Gold (Dentsply Maillefer, Ballaigues, Switzerland). L'irrigazione è stata effettuata con EDTA 10% e NaCl 5%. I campioni sono stati quindi scannerizzati effettuando un matching dei volumi per valutare il volume dei canali, l'area di superficie e lo spostamento del centroide su sezioni poste a -1 e -3 mm dall'apice radicolare.

Il gruppo con cavità endodontica tradizionale (TEC) ha mostrato una migliore preservazione dell'anatomia originaria del canale con un minor trasporto apicale rispetto al gruppo con cavità contratte (CEC). Questo risultato potrebbe essere dovuto all'assenza di interferenze coronali e al minor numero di pecking motions necessari per completare la sagomatura nel gruppo TEC.

" Con le limitazioni di questo studio in vitro -commentano gli autori- le cavità di accesso endodontiche tradizionali possono garantire una miglior preservazione dell'anatomia originaria del canale durante la sagomatura rispetto alle cavità "contratte"".

Per approfondire:

.Journal of Endodontics, January 12, 2018.Mario Alovisi, Damiano Pasqualini, Edoardo Musso, Elena Bobbio, Carlotta Giuliano, Davide Mancino, Nicola Scotti, Elio Berutti,

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