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08 Marzo 2017

SIASO a Congresso in attesa del profilo. Magenga: questi i nostri primi 10 anni ma davanti vedo ancora molta nebbia


Sabato prossimo, 11 marzo presso il palazzo Pirelli di Milano, il Sindacato Italiano Assistenti di Studio Odontoiatrico celebrerà il suo Congresso nel decennale della costituzione.

Una professione quella dell'ASO fondamentale nel Team Odontoiatrico ma da sempre in cerca di una identità professionale riconosciuta. Con il segretario SIASO Fulvia Magenga abbiamo fatto il punto in vista di questo importante anniversario.

In questi 10 anni è cambiata la professione di ASO?

Difficile parlare di "professione". Fino a quando non avremo un nostro profilo professionale "normato" avremo lavoratori disomogenei sul territorio nazionale. Il cambiamento ci sarà quando le ASO avranno un titolo di studio e una formazione adeguata al lavoro che svolgono.

Ed il vostro sindacato?

SIASO è cambiato, certo. Quando abbiamo iniziato eravamo in poche, speravamo di diventare il sindacato di riferimento delle ASO ma sapevamo anche che non era facile.
Oggi siamo diventati un punto di riferimento per i colleghi in difficoltà. Ci siamo strutturati e abbiamo legali, consulenti del lavoro e consiglieri e referenti in quasi tutta Italia. In questi 10 anni SIASO è ovviante cambiato e cresciuto, soprattutto grazie a Silvia Alessandra Terzo che mi ha sempre sostenuta. Il miglior vicesegretario del mondo al quale devo dire grazie per la correttezza e l'impegno profusi in questi tanti anni. Sempre nell'ombra: ma era lei a svolgere molto del mio lavoro. Poi Adriana Pirola, il miglior tesoriere del mondo. Con lei non é possibile sbagliare. Precisa e decisa ad arrivare insieme a me al traguardo. Ivana D'Addario, una donna di una sincerità disarmante. Collabora con me alla formazione per la sicurezza dei lavoratori ed è presente a molti incontri istituzionali. Paola De Fanti è il supervisore degli eventi organizzati dai referenti. Precisa, seria e decisa. Con lei abbiamo sempre il meglio del meglio. Marzia Biano è una donna mite ma decisa nel risolvere problematiche sindacali o interfacciandosi con i legali di SIASO. Eleonora Messaggio collabora negli eventi arricchendoli di pause caffè indimenticabili.

In questi anni i compiti del sindacato hanno subito una evoluzione?

I compiti di un sindacato sono molteplici, come offrire tutela al tesserato, intervenire in caso di problematiche di diverso tipo, ma anche e soprattutto interfacciarsi con le associazioni sindacali dei datori di lavoro per trovare punti di intesa alfine di sviluppare modalità e percorsi atti a migliorare la professionalità del lavoratore.
Purtroppo, sembra che i datori di lavoro abbiano frainteso la nostra mission, dapprima ignorandoci e lasciandoci fuori da ogni tipologia di attività, dopo hanno lavorato in modo tale da far rallentare l'iter per il raggiungimento del profilo professionale dell'ASO, ciechi del fatto che i primi ad averci rimesso sono stati proprio i datori di lavoro che non possono affidarsi a collaboratori preparati e professionali.

La collaborazione tra SIASO e le associazioni sindacali dei datori di lavoro ci avrebbe portati al raggiungimento del profilo, ad avere lavoratrici e lavoratori certificati e diplomati, indispensabili per l'erogazione di una odontoiatria di qualità.

Quindi 10 anni alla ricerca di un riconoscimento professionale, cosa vede all'orizzonte?

All'orizzonte vedo nebbia. Vorrei vedere un po' di sereno ma quando penso al profilo vedo ancora troppi freni. Troppi ostacoli voluti dai nostri datori di lavoro.

Oltre al profilo quali sono i problemi principali per la vostra categoria e come cercate di risolverli?

I problemi che ricorrono sono molti, dai mancati pagamenti alle costrizioni di diverso tipo fino ad arrivare agli abusi psicologici e fisici. Li risolviamo nell'unico modo possibile: applicando la legge e tutelando le colleghe.

Cosa vi aspettate dal Congresso che andrete a celebrare l'11 marzo a Milano?

Dal Congresso ci aspettiamo che i presenti ascoltino e comprendano. Dalle Istituzioni presenti ci aspettiamo che aumenti in loro la consapevolezza che l'ASO è un lavoratore atipico: senza profilo giuridico e senza un percorso di studi che la prepari. Proprio per questo ci aspettiamo che arrivi un'accelerazione verso la fine dell'iter per l approvazione del profilo in modo tale che, questi lavoratori, possano godere di certezze e dignità maggiori.

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