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20 Ottobre 2015

Pensioni, fondi integrativi, futuro della professione. A colloquio con il segretario AIO Raffaele Sodano alla vigilia del 5° Congresso Politico

 

Raffaele SodanoRaffaele Sodano

 In programma il 21 novembre prossimo, il 5° Congresso Politico AIO, analizzerà il tema del terzo pagante. Un argomento che spesso è giudicato dalla libera professione e dalle associazioni che la rappresentano come una violazione alla libera scelta del medico o del dentista a cui affidare le proprie cure, salvo poi notare come siano molti gli studi odontoiatrici convenzionati con i vari terzi paganti che garantiscono le prestazioni odontoiatriche ai fondi integrativi.

Con il segretario AIO Raffaele Sodano abbiamo cercato di capire la posizione di AIO su questo tema e cosa si aspettano dal Congresso finendo per toccare altri argomenti. Ma chi consce il dott. Sodano sa che la schiettezza è tra le sue caratteristiche migliori.

Dott. Sodano, AIO come considera i fondi integrativi e le assicurazioni: una opportunità per lo studio oppure un problema?

Il congresso politico è un momento di riflessione, confronto e crescita. Non partiamo da posizioni preconcette o soluzioni preconfezionate. Il mondo sta cambiando, cresce la distanza tra accesso alle cure e mondo del lavoro . Nelle famiglie se c'è spesso è precario o, peggio, è solo un ricordo. I dati sulla percentuale di cittadini che "mancano" dai nostri studi devono, con responsabilità, servire ad "accorciare" distanze e farci riflettere sull'introduzione di nuove frontiere di Welfare allargato per arrivare preparati e coesi ad un nuovo appuntamento con la storia, da vivere da protagonisti. E sempre vigilando: "pari opportunità" per i professionisti nel mondo delle convenzioni possono solo derivare da un concetto di albo aperto che troppo spesso viene violato anche dalla semplice tracotanza. Un esempio: l'ANDI prima proclama che "alle cure erogate attraverso la nascente ENPAM Sicura provvederanno i dentisti ANDI" e poi è costretta ad una precipitosa retromarcia, ad aggiungere un più coerente "anche". Segno del pericolo di una democrazia violata?

Parlerete anche di pensioni. Lei è stato il presidente della Consulta quota B, quali sono le criticità che oggi i dentisti italiani hanno in tema pensionistico?

Al pari degli altri consultori esprimo un parere alla luce di un percorso di cinque anni in cui sono stato il semplice "amministratore" di elementari regole da osservare per coordinare le riunioni. Far crescere la cultura della previdenza e rendere consapevoli i contribuenti del fatto che la serenità della quiescenza dal lavoro si costruisce dal primo giorno lavorativo sono i concetti che ho avuto il privilegio di trasferire a chi mi ha letto sull'house-organ "Prospettiva odontoiatrica" magistralmente diretto da Giulio Del Mastro. Solo in questo 2015 molti altri media si sono accorti della riforma che due anni prima aveva visto la luce.... Il dato critico? L'adeguatezza dell'assegno. È una preoccupazione da coltivare quanto più giovani si è: saremo/saranno destinati a mantenere un tenore di vita adeguato e/o sovrapponibile a quello della vita attiva? Si parla tanto di patto tenuta del patto intergenerazionale: personalmente lo ritengo da ricontrattare.

Tra le relazioni anche quella dell'economista Guido Broich con una grande esperienza nella sanità pubblica. Che contributo vi aspettate? Dove pubblico e privato possono incontrarsi?

La lieve restrizione dei livelli essenziali di assistenza in qualche modo contemplata nel decreto sull'appropriatezza prescrittiva, la mancanza di un concomitante sviluppo dei temi legati alla prevenzione nel dibattito politico, il crescente numero di cittadini che scivolano al di sotto della soglia di povertà e poi, ancora, la questione degli immigrati: servizio sanitario nazionale e le 21 sanità dei servizi regionali con quali armi, prospettive, differenze (sinonimo di eccellenze e mediocrità) risponderanno alla nuova mole di richiesta di salute? E quanto spazio invece lasceranno a forme di copertura integrativa che in realtà sostituiscono Lea che stiamo perdendo? Siamo curiosi di sapere, valutare, apprezzare, criticare, imitare.

Al congresso porterete l'esperienza della Casagit, la "mutua" dei giornalisti. Può essere quello il modello sostenibile per gli studi odontoiatrici privati italiani?

Casagit è tra le casse di sanità integrative meglio strutturate. Ed è tra le casse che meglio rappresentano l'evoluzione e la capacità di adeguarsi a mutate realtà economiche e all'affacciarsi di nuovi erogatori sul mercato dell'offerta professionale. Ma tutta questa seconda affermazione va costellata di interrogativi. Riavvolgendo il nastro della storia ricordo (e spesso i miei ricordi sono esatti) una Casagit che stringeva accordi di esclusività con i professionisti che potevano farsi carico delle cure agli affiliati (quello che chiamo Albo Chiuso, brutto brutto...) In un secondo "step", l'associato Casagit può recarsi da qualsiasi professionista (Albo Aperto, pari opportunità, lo preferisco) e arriviamo ai giorni nostri in cui Casagit ha stretto un accordo con una catena di centri odontoiatrici con 35 punti attivi nel 2016 in tutto il Centro Nord dove si dovrebbero erogare cure a prezzi convenienti. Mi interrogo: al mutare dei tempi economici, delle dinamiche sociali, di orientamento del welfare si è innescata una corsa all'appropriatezza intesa come corretta proporzione efficacia-qualità-costo oppure al risparmio in senso assoluto? Ma la domanda che mi assilla di più e che farò al Presidente Casagit è: siamo in un sistema in cui esiste equilibrio tra coloro che elaborano le domanda e coloro che corrispondono l'offerta?

Quali saranno gli altri interventi e temi in programma?

Saranno quelli che scaturiranno dal dialogo e dal confronto. L'avvocato Maria Maddalena Giungato e i commercialisti Alessandro ed Umberto Terzuolo dovrebbero tra le altre cose inquadrare il tema dell'adeguamento dei modelli organizzativi dello studio odontoiatrico agli adempimenti del convenzionamento. Immagino però i precedenti congressi politici, con i loro temi, presenti sullo sfondo, pronti a rimaterializzarsi in una sorta di "upgrade" da lavori in corso...

Chiudiamo con l'attualità. In questi giorni avete bocciato gli obblighi sul 730 precompilato dicendo che non essere i Caaf per lo Stato e chiedendo in cambio una detrazione al 100% delle spese sostenute dai pazienti per le cure odontoiatriche. Però su questo tema il Governo non ci sente, non ha i soldi.

Siamo alle solite: si promette il 730 online ma si chiede ad una diversa collettività di sostituirsi al contribuente nell'invio dei dati: noi. E ancora, se sbagliassimo nell'invio dei dati o ci rifiutassimo di svolgere il ruolo di "CAAF" saremmo sanzionati: è ora di smetterla di scaricare responsabilità e compiti impropri sull'intera classe medica.
Da anni chiediamo, anzi, elemosiniamo alla politica maggiore attenzione all'intero comparto e mi riferisco non solo all'aumento degli sgravi fiscali per le cure ma anche al voucher fiscale per le categorie sociali più deboli per non parlare delle dinamiche relative all'accesso ai Corsi Laurea o ai sempre rinviati provvedimenti per inasprire la lotta all'abusivismo/prestanomismo.

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