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12 Febbraio 2019

Allineatori Vs dispositivi fissi. Ricerca italiana ha indagato differenze sulla salute parodontale


prof. Luca Levrini

Nel numero di agosto del 2018 della rivista JADA (Journal of the American Dental Association) è stata pubblicata una meta-analisi relativa al confronto della salute parodontale nei pazienti sottoposti a trattamento ortodontico con allineatori ortodontici rispetto a quelli sottoposti a trattamento con apparecchi fissi.

Lo studio pubblicato nasce dalla collaborazione tra un gruppo italiano (prof. Luca Levrini (nella foto) e dottor Gian Marco Abbate) e uno cinese dell’Università di Nanjing. Tale pubblicazione rappresenta la conclusione di una serie di indagini iniziate grazie a una borsa elargita da Align Technology del 2011 che ha consentito di sviluppare le prime ricerche di intessere e valore nel rapporto tra salute della gengivite e applicazione di allineatori ortodontici.

Gli allineatori ortodontici sono sempre più utilizzati dai clinici, in particolare per la loro efficacia, comfort ed estetica. Sempre più impiegati anche per la tecnologia che li caratterizza, sono strumenti che aiutano l’ortodontista in un supporto tecnologico attuale, ma soprattutto efficiente.

Obiettivo degli autori, in questa revisione sistematica e meta-analisi, è stato confrontare la salute parodontale nei pazienti sottoposti a trattamento ortodontico con allineatori ortodontici con quelli sottoposti a trattamento ortodontico con apparecchi fissi. Gli apparecchi ortodontici fissi possono facilitare l'accumulo di placca e compromettere la salute delle gengive in quanto attacchi, fili e legature ostacolano lo spazzolamento e riducono la naturale detersione della saliva.

Se i pazienti non riescono a mantenere una buona igiene orale, la placca accumulata potrebbe causare demineralizzazione dello smalto e gengivite. Al contrario, gli allineatori ortodontici possono essere rimossi dalla bocca per un corretto spazzolamento dei denti e l’esecuzione di tecniche di profilassi, tanto da essere associati a un ridotto rischio di sviluppare carie e gengivite.

Non solo quindi la possibilità di pulire i denti senza impedimenti per chi utilizza allineatori ortodontici, ma anche la necessità “automatica” di lavare i denti tutte le volte che vengono indossati durante la giornata, da tre o cinque volte.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
Gli autori hanno consultato in modo sistematico le convenzionali fonti (PubMed, Web of Science, Cochrane Library ed Embase) per raccogliere studi correlati a tale tematica.

Dopo avere estratto i dati e valutato la qualità delle ricerche, hanno eseguito una meta-analisi e un trial sequential analysis. In particolare, gli autori hanno utilizzato il Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation system per valutare la qualità delle prove.

Risultati
Esito di tale ricerca sono stati nove studi inseriti nell’analisi. Dai risultati è emerso che gli allineatori ortodontici sono più adatti per la salute parodontale, compreso l’indice di placca (differenza media [MD] 0,53, intervallo di confidenza al 95% [CI] da 0,85 a 0,20, P 1/4 0,001), l’indice gengivale (MD 0,27; 95 % CI, da 0,37 a 0,17; P <0,001) e la profondità di sondaggio (MD 0,35; IC 95%, da 0,67 a 0,03; P 1/4 .03), rispetto ai dispositivi ortodontici fissi.

Tuttavia, l'esito del trial sequential analysis ha indicato un risultato di meta-analisi falsamente positivo per la profondità di sondaggio. Per questi motivi gli autori hanno abbassato il livello delle prove a causa del rischio di pregiudizi e incongruenze.

Conclusioni
Entro i limiti di questa revisione sistematica, gli allineatori ortodontici sono migliori per la salute parodontale rispetto agli apparecchi fissi, tuttavia con una qualità delle prove media. Per questo motivo sono necessari RCT di alta qualità per produrre una raccomandazione clinica conclusiva.

Tale considerazione è importante perché consente di proporre gli allineatori ortodontici ai pazienti con un importante valore aggiunto, non solo efficienza del risultato occlusale ma anche salute e tutela dei tessuti duri e di sostegno del dente.


A cura di: prof. Luca Levrini


Per approfondire
Qian Jiang, Jialing Li, Li Mei, Jing Du, Luca Levrini, Gian Marco Abbate, Huang Li. . JADA 2018;149(8):712-20.e12

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