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12 Aprile 2018

Innovativo filler per la misurazione delle tasche parodontali mediante cone-beam

di Lara Figini


La parodontite (PD) è una malattia infiammatoria dall’origine batterica che, se trascurata, può culminare nella perdita dei denti. Le caratteristiche istopatologiche della PD sono:

● perdita dell’epitelio/attaccamento del tessuto connettivo della gengiva alle superfici radicolari;

● migrazione apicale dell’epitelio giunzionale;

● successiva formazione di tasche parodontali (PP).

Le tasche parodontali sono siti di infezione con batteri patogeni prevalentemente anaerobici, ma valutarne precisamente forma e dimensioni non è così semplice. La valutazione convenzionale delle PP è stata condotta per oltre settant’anni mediante sondaggio manuale con una sonda parodontale, le cui misurazioni sono però dipendenti da fattori che possono portare a sottostima o sovrastima della profondità di PP: differenze di pressione da esaminatore a esaminatore, diversa angolazione di inserzione della sonda parodontale, presenza o assenza di infiammazione e/o tartaro sub gengivale. Da questo punto di vista si potrebbe trarre beneficio dalla tecnologia di immagini digitali in 3-D, che potrebbe fornire misurazioni più rapide e precise sia della profondità che della forma e della dimensione in 3-D delle tasche parodontali.  

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In un recente studio pubblicato su Dental Materials di aprile 2018 viene proposto e analizzato in vitro un filler micro-particellare radiopaco per consentire di ottenere immagini in 3-D ad alta risoluzione mediante tomografia computerizzata (TC) di tasche parodontali simulate. Di questo filler sperimentale gli autori ne hanno investigato la biocompatibilità/tossicità e valutato anche se una capacità antibatterica addizionale possa essere introdotta in tale riempitivo attraverso l'incorporazione di un composto di ammonio quaternario (QAC). I valori relativi di radiopacità degli ossidi di metallo sono stati ottenuti mediante radiografia convenzionale e tomografia micro-computerizzata (CT). Il 3-(4,5-dimetiltiazol-2-il)-2,5-difeniltetrazolio bromuro (MTT) è stato usato per misurare la biocompatibilità delle particelle del filler di tungstato di calcio (CaWO4) determinando la percentuale di cheratinociti vitali (%) dopo l'esposizione al filler. Successivamente, si è introdotto un antibatterico (K21) al filler radiopaco e sono stati condotti test di crescita microbica utilizzando ceppi di Porphyromonas gengivalis (P. gingivalis) e Streptococcus gordonii (S. gordonii) coltivati su agar di sangue.

Risultati
Il filler di CaWO4 a micro-particelle ha esibito una radiopacità ai raggi X ben distinta dalle strutture del dente che ha permesso la visualizzazione tridimensionale di una tasca parodontale creata artificialmente mediante tomografia computerizzata. I test MTT hanno indicato che le particelle di CaWO4 sono altamente biocompatibili (aumentando la vitalità dei cheratinociti esposti). CaWO4 combinato con K21 ha mostrato una significativa attività antimicrobica per P. gingivalis e S.gordonii.

Conclusioni
Da questo studio in vitro emerge che l’iniezione del filler CaWO4 micro-particellare nelle tasche parodontali consente la visualizzazione rapida in 3-D delle stesse riproducendole con precisione in forma e dimensione, permettendo di distinguere bene i tessuti molli dalla struttura del dente, garantendo biocompatibilità e funzione antimicrobica se addizionato con un agente antibatterico K21.

Implicazioni cliniche
Questa metodica proposta dagli autori in vitro offre buone prospettive per l’analisi delle tasche parodontali. Ulteriori test in vitro e sperimentazioni cliniche sono necessari a conferma di questi dati. Ulteriori funzionalità antimicrobiche possono essere fornite aggiungendo altri agenti appropriati a questo mezzo di contrasto.

Per approfondire:

Elashiry M, Meghil MM, Kalathingal S, Buchanan A, Rajendran M, Elrefai R, Ochieng M, Elawady A, Arce RM, Sandhage KH, Cutler CW. . Dent Mater 2018 Apr;34(4):569-78.

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