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13 Luglio 2009

Trattamento con... accompagnamento musicale

di Debora Bellinzani


Gli studi scientifici portano sempre maggiori evidenze riguardo al fatto che l’ansia del paziente odontoiatrico può essere contenuta attraverso metodi economici e non invasivi come la diffusione di profumi nello studio e l’ascolto della musica. Il profumo di lavanda e quello di rosmarino, per esempio, hanno dimostrato di avere un effetto positivo diretto sullo stato ansioso, mentre la revisione di uno studio recente ribadisce che una musica rilassante può davvero modificare i parametri fisiologici che rivelano l’ansia. Uno degli aspetti interessanti della revisione che sarà presentata di seguito è quello di aver analizzato l’ascolto della musica mattendone in luce non solo l’efficacia ma anche i limiti, perché gli odontoiatri possano conoscere a fondo le potenzialità del metodo che decidono di adottare con i propri pazienti.
“La nostra revisione dello studio di Hui-Ling Lai, pubblicato lo scorso anno dal Journal of Clinical Nursing, ha dimostrato innanzitutto che la sua realizzazione era stata molto accurata, e che di conseguenza i suoi risultati possono essere considerati assolutamente validi” descrive Timothy Newton, docente presso il dipartimento di pratica odontoiatrica del King’s College London Dental Institute di Londra, in Gran Bretagna. “Anche chi è scettico riguardo ai metodi alternativi alla farmacologia per indurre un effetto rilassante, quindi, dovrà prendere atto del fatto che l’ascolto della musica in cuffia si è rivelato realmente calmante per un gruppo di pazienti sottoposti a una procedura odontoiatrica invasiva e nota per l’ansia anticipatoria che può provocare, quale la devitalizzazione.”
Lo studio era stato condotto a Taiwan su 44 pazienti sottoposti a procedura di devitalizzazione: a tutti erano stati misurati parametri rivelatori dello stato ansioso quali la frequenza del battito cardiaco, la pressione sanguigna e la temperatura delle dita delle mani prima della procedura e ogni dieci minuti durante l’intervento; solo a metà di essi, però, erano state fornite cuffie per l’ascolto della musica durante il corso di tutto l’intervento.
“La temperatura delle dita è un indicatore del livello vasocostrizione dovuto all’ansia: più le dita sono calde, più il paziente sta controllando il proprio stato emotivo” spiega ancora il docente; “in questo studio i pazienti che ascoltavano la musica avevano le dita più calde rispetto all’altro gruppo e mostravano nel complesso uno stato di minore ansia che tendeva a migliorare nel tempo. Il battito cardiaco e la pressione, però, erano simili in tutti i 44 pazienti: questo significa che, nonostante un’indubbia e verificabile azione rilassante esercitata dalla musica, vi è uno stato di agitazione per così dire ‘sottostante’ la cui presenza in tutti i soggetti costituisce il limite della musicoterapia utilizzata in questo contesto specifico.”
Ma quale musica si è rivelata più rilassante per i pazienti?
“In questo studio è stata utilizzata musica classica rilassante eseguita al pianoforte: brani musicali come la romanza n. 2 di Beethoven o il concerto n. 21 di Mozart hanno già dimostrato la loro capacità di rilassare le persone e sono indicati dagli studi di musicoterapia come una scelta adeguata” conclude il docente; “poiché lasciare al paziente la facoltà di scegliere i brani attraverso un lettore CD non ha dato i risultati sperati in termini di maggiore efficacia, un consiglio utile può essere quello di proporre i brani più conosciuti, un esempio dei quali può essere la sonata “Al chiaro di luna” di Beethoven: diversi studi hanno provato che la familiarità con la musica ascoltata favorisce il controllo dell’ansia da parte del paziente.”

“Music may reduce anxiety during invasive procedures in adolescents and adults”
Evid Based Dent 2009;10(1):15.

GdO 2009; 10

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