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18 Dicembre 2018

Presidi per l’igiene orale nelle donne in gravidanza e nei pazienti anziani


Le donne in gravidanza e i pazienti anziani rappresentano oggi più che mai delle categorie nelle quali i presidi per l’igiene orale devono essere impiegati con grande cura e con precisione.In entrambe le situazioni, le alterazioni della flora batterica orale possono avere delle ripercussioni rilevanti sullo stato della salute orale stessa, generando non poche problematiche sia ai denti sia ai tessuti di sostegno. Per approfondire questi due temi di grande impatto nella popolazione abbiamo posto alcune domande al Prof Eugenio Brambilla, Professore Associato all’Università degli Studi di Milano, notissimo microbiologo orale e autore di numerose pubblicazioni internazionali in merito ai temi presi in esame. 


Prof Brambilla ci vuole descrivere quali siano le modificazioni della flora batterica indotte dalla gravidanza e dall’avanzare dell’età? 

Il nostro organismo convive dopo la nascita con i microorganismi che colonizzano tutte le sue superfici e che rappresentano la sua flora microbica, un corredo di microrganismi diverso da individuo a individuo. Quest’ultimo rappresenta una risorsa preziosa, una specie di organo supplementare, che ancora non abbiamo esplorato che in minima parte. Sappiamo soltanto che rappresenta un fattore di grande importanza per il mantenimento della salute e conosciamo gli effetti che trattamenti che ne turbano l’equilibrio, fra cui i trattamenti antibiotici, sortiscono. Evidenze scientifiche sempre più fondate indicano come squilibri nella flora siano collegate direttamente o indirettamente a patologie quali diabete, neoplasie o gravi patologie cronico-degenerative. Dall’equilibrio che instauriamo con questa entità dipende in gran parte il mantenimento del nostro stato di salute generale e di quello del cavo orale in particolare. La flora orale infatti rappresenta in condizioni normali un elemento di difesa nei confronti dell’arrivo di microorganismi esterni potenzialmente patogeni ed un tramite attraverso il quale il sistema immunitario conosce l’esterno. Se inoltre consideriamo gli elementi dentari, l’assetto e la composizione della flora della placca dentale dipende largamente dalle caratteristiche della dieta (esattamente come nel caso della flora intestinale, di cui fa parte) e dallo stile di vita della persona. La flora della placca non è assolutamente di per sè nociva, trasmette semplicemente le stimolazioni, positive o negative, che riceve dalla dieta.Un intervento volto a recuperare e mantenere la salute orale non può quindi prescindere da una profonda modificazione della dieta, cosa che ha oltre a questo un effetto estremamente positivo a livello dell’intero organismo. Una prevenzione globale può quindi incidere efficacemente su molti fattori, alcuni dei quali sono gli stessi di alcune importanti malattie sistemiche a carattere metabolico.Considerando da questo punto di vista anche l’igiene orale, lo scopo che ci proponiamo è rappresentato a qualsiasi età, da un riequilibrio dell’ecosistema orale attraverso la correzione dei fattori di rischio per la carie e le malattie dei tessuti di sostegno. Un eccessivo apporto di carboidrati, in particolare, favorisce lo sviluppo di microrganismi cariogeni che, divenendo prevalenti nell’ecosistema, ne modificano le caratteristiche rendendolo sfavorevole per i tessuti dentali. Ciò avviene principalmente attraverso una riduzione del pH del biofilm stesso. Con l’avanzare dell’età alcune funzioni fisiologiche dell’organismo, fra cui i meccanismi di difesa immunitaria e la funzionalità delle ghiandole salivari, subiscono modificazioni in senso regressivo. In particolare, oltre alla condizione intrinseca dell’invecchiamento, l’assunzione cronica di farmaci, cui l’anziano è molto spesso sottoposto, rappresenta per le strutture orali un fattore di rischio spesso non modificabile per carie e malattie parodontali. I diversi fattori elencati modificano sia la flora orale che la capacità dell’organismo di mantenere la salute orale residua. La letteratura più recente sottolinea con sempre maggior enfasi l’importanza delle condizioni orali non solo nel mantenimento di una buona qualità di vita, ma anche nella prevenzione di patologie potenzialmente letali, soprattutto nei pazienti istituzionalizzati. Dal punto di vista delle patologie dell’anziano di stretta pertinenza orale, possiamo considerare la carie radicolaree la parodontite cronica. La maggior esposizione di superfici radicolari all’ambiente orale, unita ad una riduzione del flusso salivare, determinano una modificazione della flora verso biofilm acidogeni con elevate potenzialità cariogene in cui spesso prevalgono microorganismi appartenenti al genere Actinomyces.L’altra causa principale di perdita di elementi dentari nell’anziano è rappresentata dalla malattia parodontale. Le condizioni di igiene orale, spesso peggiorate da problemi cognitivi, di visione e di manualità fine, consentono un elevato sviluppo di biofilm sulle superfici dentali. Negli strati profondi, in condizioni prevalentemente anaerobie, alcune specie parodontopatogene quali Fusobacterium nucleatum, Prevotella intermedia e Porphyromonas gingivalis, diventano predominanti, realizzando le premesse per un danno parodontale progressivamente ingravescente.Dal punto di vista della gravidanza, ci confrontiamo con una condizione che determina complesse modificazioni fisiche e fisiologiche. Anche qui la letteratura sottolinea l’importanza della salute orale per evitare problemi rilevanti legati a parti pre-termine e basso peso del bambino alla nascita. Oltre a ciò la presenza di lesioni cariose multiple nella mamma crea le premesse per una successiva trasmissione precoce di microorganismi cariogeni al bambino. Questa condizione sembra in grado di influenzare negativamente il rischio di carie del bambino nei periodi successivi e rappresenta quindi un target preventivo di grande importanza.  


Nel caso delle donne in gravidanza quali sarebbero le raccomandazioni più rilevanti? 

Ridurre l’apporto di carboidrati fermentabili nella dieta e migliorare il livello di igiene orale, principalmente. Ciò, come in ogni condizione della vita del soggetto, migliora le condizioni dento-parodontali. Il classico detto “un dente perso ogni figlio” è al giorno d’oggi assolutamente inaccettabile. L’intervento di counselling dell’Odontoiatra è in questa condizione particolarmente prezioso ed efficace perché trova nella futura mamma un interlocutore informato e ricettivo nei confronti delle misure preventive.Senza dimenticare l’importanza dell’eliminazione delle cavità cariose aperte o dei restauri infiltrati, misura che riduce la necessità di intervenire in periodi della gravidanza in cui effettuare interventi impegnativi non è particolarmente consigliabile. Collegandoci alla domanda precedente, inoltre, questa misura estende l’effetto preventivo al nascituro, in periodi successivi.   


Nel paziente anziano, l’uso di dentifrici mirati può avere un’azione efficace? 

Qualsiasi presidio utile a tenere sotto controllo una deriva patogena della flora, pur in condizioni non favorevoli, appare utile. Dobbiamo sottolineare come la riduzione del flusso salivare, di per sè molto negativa, presenti un unico aspetto positivo: qualsiasi principio attivo veicolato attraverso dentifrici o collutori permane più a lungo a contatto con le strutture orali, essendo la clearance salivare ridotta. Quindi la sua concentrazione rimarrà più elevata per un periodo di tempo più lungo e la sua azione sarà più efficace, soprattutto quando consideriamo principi attivi ad effetto remineralizzante.Questa azione è particolarmente desiderabile in una situazione in cui l’utilizzo di presidi di elevata efficacia nella rimozione dei biofilm, quali il filo interdentale, è resa difficile da una riduzione della manualità e delle capacità visive.   


Nella donna in gravidanza il solo dentifricio potrebbe bastare per salvaguardare un buono stato di salute orale? 

Non credo. In ogni caso dipende dalla formulazione del dentifricio e dal suo uso. Credo che le misure dietetiche e le misure complementari di igiene orale (filo interdentale) rivestano almeno la stessa importanza. Sicuramente un dentifricio che apporti principi remineralizzanti è di per sé un fattore positivo. Dal punto di vista della flora orale sono convinto che durante la gravidanza, come in ogni altra condizione fisiologica, un intervento aggressivo nei confronti dei microorganismi sia controproducente. Ciò che dobbiamo perseguire è un riequilibrio della flora e non la sua eliminazione, che di per sé rappresenta uno intento sostanzialmente irrealizzabile. Intervenendo con principi attivi ad azione antibatterica, spesso non privi di effetti collaterali, combattiamo una battaglia contro una parte del nostro organismo che invece dovremmo cercare di riportare in equilibrio. La filosofia con cui costruiamo i presidi di igiene orale, primi fra cui i dentifrici, deve cambiare.  


Negli schemi di igiene orale adatti a questi pazienti quante volte consiglierebbe di impiegare il dentifricio? 

Due volte al giorno. Quando tuttavia questo non sia possibile è fortemente consigliabile privilegiare le manovre di igiene orale serali. Durante la notte, infatti, il flusso salivare e quindi la nostra principale possibilità di difesa contro la riduzione del pH del biofilm che colonizza le superfici dentali, si riduce significativamente. Un apporto di principi remineralizzanti in queste condizioni appare particolarmente prezioso.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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