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20 Marzo 2019

Rimozione delle pigmentazioni gengivali di melanina. Due laser a confronto 

di Lara Figini


La pigmentazione gengivale di melanina (GMP) è un fenomeno comune, probabilmente a titolo ereditario, caratterizzato dall’accumulo di quantità eccessive di melanina nell’epitelio dovuto a un’iperattività dei melanociti negli strati cellulari basali e sopra-basali dell’epitelio.

Può comparire in qualsiasi fascia di età, ma più spesso nel primo e secondo decennio, ed è direttamente proporzionale al grado di oscurità dell’epitelio. Non è un fenomeno limitato alla razza scura, ma può verificarsi in tutti i gruppi etnici, tra lo 0 e l’89%, sebbene sia più comune nelle popolazioni africana, asiatica e mediterranea.

Talvolta queste pigmentazioni, specialmente se presenti nei settori estetici (come nel gummy-smile), procurano ai pazienti problematiche estetiche che li portano a richiedere all’odontoiatra la loro rimozione.

Sono vari i trattamenti possibili tra cui: abrasione con bisturi o fresa diamantata, gengivectomia, elettrochirurgia, criochirurgia, trattamenti con agenti chimici a base di 90% di fenolo o di 95% di alcol, innesti gengivali ricavati da aree meno pigmentate e laser.

Quest’ultimo è stato descritto come un metodo sicuro ed efficace, decisamente poco invasivo e ben accetto dalla maggior parte dei pazienti.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio pubblicato su Oral Surgery di novembre 2018, gli autori hanno messo a confronto l’utilizzo del laser Nd:YAG con il laser a diodi nel trattamento della GMP in base al periodo di guarigione, alle recidive verificatesi successivamente e all’accettabilità del paziente. Venti soggetti con GMP moderato o severo sono stati inclusi in questo studio.

Con il laser Nd:YAG a modalità di scorrimento libero, lunghezza d’onda di 1064 nm, sono state trattate le GMP dei due quadranti di destra, e con il laser a diodi a modalità continua, lunghezza d'onda di 980 nm, sono state trattate le GMP sul lato sinistro.

La valutazione clinica dei vari quadranti è stata effettuata a distanza di 1 settimana, 1, 3, 6 e 9 mesi dopo l’intervento.

Risultati
Dall’esame clinico si è visto che la guarigione completa della gengiva si è verifica in un periodo compreso tra 1 settimana (30% diodi, 40% Nd:YAG ) e 4 settimane (70% diodi, 60% Nd:YAG).

Dopo 9 mesi dall’intervento la maggior parte dei pazienti si è dimostrata soddisfatta della procedura, sebbene la recidiva fosse del 35%.

Le analisi statistiche non hanno dimostrato differenze significative tra il laser Nd:YAG e quello a diodi per quanto riguarda tutte le variabili indagate (P>0,05).

Conclusioni
Dai dati emersi da questo studio, che devono trovare conferma con altri lavori analoghi, si può concludere che sia il laser Nd:YAG che quello a diodi sono da considerarsi efficaci per la gestione delle pigmentazioni gengivali fisiologiche, sebbene la recidiva sia ancora riconosciuta.

Implicazioni cliniche
Gli operatori sanitari possono scegliere liberamente di utilizzare o il laser Nd:YAG o quello a diodi in base alle proprie capacità finanziarie e alla disponibilità dei dispositivi, in quanto entrambi garantiscono risultati soddisfacenti nella rimozione delle pigmentazioni gengivali di melanina.

Per approfondire

Rahaf Salahi Alasbah, Omar Hamadah. . Oral Surgery 2018;11:282-90.

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